È uscita per Aracne (2025) la II Edizione riveduta ed ampliata di Filosofia della Natura e della Scienza, di Gianfranco Basti (1954). Un’opera monumentale (902 pp.) che amplia e approfondisce la prima edizione (LUP 2002) al netto di quarant’anni di studio, ricerca e insegnamento.
Tale lavoro è concepito storiograficamente, dall’autore, come un compito “da III millennio”. Tale compito/missione culturale della contemporaneità consisterebbe nell’elaborazione di una sintesi costruttiva dei principali risultati delle “ere” precedenti la storia del pensiero (l’antichità, la modernità, la post-modernità), auspicando quindi un superamento delle varie contrapposizioni (soprattutto ideologiche, oltre che metodologiche) tra le scienze naturali, le scienze simbolico-matematiche, la metafisica e la teologia – contrapposizioni “vecchie” che sopravvivono ancor oggi in tanti manuali e testi divulgativi dell’una e dell’altra disciplina. Come a dire: certi risultati, certe acquisizioni condivise e di dominio pubblico, non si possono negare o misconoscere dalle varie scienze o branche di esse (così, ad esempio: la svolta linguistica in filosofia, le grandi teorie sulla materia della fisica del ‘900, le impalcature concettuali medievali in analogia con i sistemi formali assiomatici, il ruolo della dinamica cerebrale, etc..). L’autore, in quanto fautore di questa sintesi, non solo retoricamente la auspica, ma propone un effettivo “ponte” di raccordo tra..